Obama al Congresso: "La Siria non è l'Iraq né l'Afghanistan"
La Siria "non è l'Iraq, non è l'Afghanistan", sono state queste le parole pronunciate dal presidente americano Barack Obama nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i leader del Congresso. "Quello che stiamo immaginando è qualcosa di limitato, proporzionato. Ridurrà la capacità di Assad" di utilizzare armi chimiche, ha spiegato Obama, chiedendo un voto rapido del Campidoglio su un possibile intervento contro il regime di Damasco. Oltre a questo, gli Stati Uniti hanno una "strategia più ampia che permetterà di aumentare le capacità dell'opposizione", ha aggiunto. Leggi anche Test missilistico nel Mediterraneo orientale - Peduzzi L’interventismo liberal è rimasto nelle mani tremolanti di Hollande e Kerry - Raineri Obama chiede i superpoteri - O’Bagy Sul fronte della guerra siriana - Matzuzzi Francesco, il digiuno e le bombe
19 AGO 20

La Siria "non è l'Iraq, non è l'Afghanistan", sono state queste le parole pronunciate dal presidente americano Barack Obama nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i leader del Congresso. "Quello che stiamo immaginando è qualcosa di limitato, proporzionato. Ridurrà la capacità di Assad" di utilizzare armi chimiche, ha spiegato Obama, chiedendo un voto rapido del Campidoglio su un possibile intervento contro il regime di Damasco. Oltre a questo, gli Stati Uniti hanno una "strategia più ampia che permetterà di aumentare le capacità dell'opposizione", ha aggiunto.
Obama avrebbe poi affermato che l'attacco alla Siria servirà a mandare un messaggio "non solo al regime di Assad, ma anche agli altri Paesi che avessero intenzione di mettere alla prova le regole internazionali, su quali sarebbero le conseguenze".
Il sostegno alla richiesta di intervento avanzata dal presidente statunitense al Congresso è arrivato dallo speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, il repubblicano John Boehner, il quale ha annunciato di essere favorevole al raid militare in Siria. "E' qualcosa che gli Stati Uniti devono fare – ha detto Boehner, al termine di un incontro alla Casa Bianca con Obama – Sosterrò la richiesta del presidente per un'azione e credo che i miei colleghi dovrebbero fare lo stesso". Secondo lo speaker della Camera, "si deve rispondere all'uso di queste armi (chimiche) e solo gli Stati Uniti hanno la capacità di fermare Assad e di avvertire gli altri nel mondo che questo tipo di comportamento non sarà tollerato".
Intanto Papa Francesco ha espresso via Twitter il proprio dissenso rispetto all'utilizzo delle armi chimiche. "Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche!", ha scritto Bergoglio dal suo profilo ufficiale.
L'ONU e BAN KI-MOON - "L'uso della forza è legale solo in caso di autodifesa o se autorizzato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu". Lo ha ribadito il segretario generale Ban Ki-moon, criticando indirettamente il processo politico in atto negli Usa, in cui Barack Obama ha chiesto l'autorizzazione al Congresso per un intervento armato contro il regime di Bashar el Assad.
Ban ha aggiunto che se i campioni prelevati dagli ispettori Onu proverranno che sono state usate armi chimiche nell'attacco del 21 agosto a Damasco saremo di fronte a una grave violazione del diritto internazionale e a un crimine di guerra. Pertanto in quel caso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non potrà non trovare un'intesa e agire di conseguenza. Il numero uno del Palazzo di Vetro ha inoltre annunciato che solo domani arriveranno nei laboratori i campioni prelevati dagli ispettori Onu – rientrati sabato dalla Siria – e che questi ultimi torneranno il prima possibile a Damasco per proseguire il loro lavoro. Ban ha anche confermato che al G20 di San Pietroburgo (previsto per il 5 e il 6 settembre), "sfrutteremo l'opportunità di aver tanti leader riuniti" intorno allo stesso tavolo, per cercare di trovare "una via d'uscita a questa tragedia umanitaria".
Ban ha aggiunto che se i campioni prelevati dagli ispettori Onu proverranno che sono state usate armi chimiche nell'attacco del 21 agosto a Damasco saremo di fronte a una grave violazione del diritto internazionale e a un crimine di guerra. Pertanto in quel caso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non potrà non trovare un'intesa e agire di conseguenza. Il numero uno del Palazzo di Vetro ha inoltre annunciato che solo domani arriveranno nei laboratori i campioni prelevati dagli ispettori Onu – rientrati sabato dalla Siria – e che questi ultimi torneranno il prima possibile a Damasco per proseguire il loro lavoro. Ban ha anche confermato che al G20 di San Pietroburgo (previsto per il 5 e il 6 settembre), "sfrutteremo l'opportunità di aver tanti leader riuniti" intorno allo stesso tavolo, per cercare di trovare "una via d'uscita a questa tragedia umanitaria".
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